domenica 9 marzo 2008

cardarelli e la primavera



(foto di Sergio Circassia)






Oggi la primavera
è un vino effervescente.
Spumeggia il primo verde
sui grandi olmi fioriti a ciuffi:
Verdi persiane squillano
su rosse facciate
che il chiaro allegro vento
di marzo pulisce:
Tutto è color di prato.
Anche l'edera è illusa,
la borraccina è più verde
sui vecchi tronchi immemori
che non hanno stagione.
Scossa da un fiato immenso
la città vive un giorno
d'umori campestri.
Ebbra la primavera
corre nel sangue.


Il bosco di primavera
ha un'anima, una voce.
E' il canto del cucù,
pieno d'aria,
che pare soffiato in un flauto
.


Di giorno in giorno avanza
l'irrompente stagione.
Gli alberi che vedemmo lungo il fiume
tutto un inverno nudi
hanno le foglie nuove e i tronchi neri.
Una vita incredibile e segreta
scorre in quei fusti umidi e adorni
di si tenera chioma.




venerdì 25 gennaio 2008

fiori di loto




Un boschetto di meli:
sugli altari bruciano incensi.
Mormora fresca l'acqua
tra i rami tacitamente,
tutto il mondo è ombrato di rose.
Stormiscono le fronde
e ne discende
un molle sonno
e di fiori di loto
come a festa
fiorito è il prato,
esalano gli aneti
sapore di miele.

Saffo


lunedì 19 novembre 2007

la poesia è il salvagente






La poesia è il salvagente cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda per lo strazio
delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria riesce a passare.


Gibran



io ti chiesi




Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

Hermann Hesse



sabato 3 novembre 2007

novembre





Gemmea l'aria, e il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E' l'estate,
fredda, dei morti.



Giovanni Pascoli





venerdì 28 settembre 2007

autunno




Già lo sentimmo venire
nel vento d'agosto,
nelle piogge di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.


Vincenzo Cardarelli




sabato 15 settembre 2007

L’estate è finita



Più miti sono ora le mattine,
le noci si colorano di scuro;
più rotonda è la guancia delle bacche,
la rosa ha lasciato la città.
L’acero sfoggia sciarpe più festose,
ed il prato si veste di scarlatto -
Per paura di essere fuori moda,
voglio mettermi un ciondolo.


Emily Dickinson

martedì 4 settembre 2007

temporale




Temporale
Un bubbolio lontano...
Rosseggia l'orizzonte
come affocato, a mare;
nero di pece, a monte;
stracci di nubi chiare,
tra il nero un casolare,
un'ala di gabbiano.


Il lampo
E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tragico tumulto
una casa apparì sparì d'un tratto;
come un occhio, che, largo esterefatto,
s'aprì si chiuse, nella notte nera.

Il tuono
E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d'arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombo' di schianto:
rimbombo', rimbalzo', rotolo' cupo,
e tacque, e poi rimareggio' rinfranto,
e poi vani'. Soave allora un canto
s'udi', di madre, e il moto d'una culla.

Giovanni Pascoli




giovedì 16 agosto 2007

il giardino... e le lucciole



Presto tutto il giardino formicolerà di lucciole
piccoli lampi di magnesio per fare la fotografia
ai volti ipnotici e medianici dei fiori.
È notte: fa fresco:
cadono le prime gocce di stelle:
si rientra.
Corrado Govoni


E s'accendono allegre come stelle
nella notte già estiva le lucciole,
inseguono il miracolo i bambini
nella piana del lago di Burano.
E non sanno perché oggi spegnere
si devono se incolumi da secoli
quei guizzi tremuli di luci vere
al buio tra le maggesi e i fossi.
Rino Passicato


Vorrei tornare al prato
delle lucciole per avere
nelle mani la vertigine
di quei bizzarri giorni;
le preoccupazioni inghiottite
nelle bocche dei grilli,
le malegrazie chiuse nelle tasche
del futuro, i pianti smarriti
nella penombra della sera.

Gabriella Sica



sabato 11 agosto 2007

questa sera la luna...




Questa sera la luna sogna più languidamente;
come una bella donna che su tanti cuscini
con mano distratta e leggera prima d'addormirsi
carezza il contorno dei seni,
e sul dorso lucido di molli valanghe morente,
si abbandona a lunghi smarrimenti,
girando gli occhi sulle visioni bianche che salgono
nell'azzurro come fiori in boccio.
Quando, nel suo languore ozioso,
ella lascia cadere su questa terra una lagrima
furtiva, un pio poeta, odiatore del sonno,
accoglie nel cavo della mano questa pallida lagrima
dai riflessi iridati come un frammento d'opale,
e la nasconde nel suo cuore agli sguardi del sole.

Baudelaire


il vento





Come un lupo è il vento
che cala dai monti al piano,
corica nei campi il grano
ovunque passa è sgomento.
Fischia nei mattini chiari
illuminando case e orizzonti,
sconvolge l’acqua nelle fonti
caccia gli uomini ai ripari.
Poi, stanco s’addormenta e uno stupore
prende le cose, come dopo l’amore.
Attilio Bertolucci



Risveglio del vento
Nel colmo della notte, a volte accade
che si risvegli, come un bimbo, il vento.
Solo, pian piano, vien per il sentiero,
penetra nel villaggio addormentato.
Striscia guardingo sino alla fontana,
poi si sofferma, tacito in ascolto.
Pallide stan tutte le case intorno;
tutte le querce mute.
Rainer Maria Rilke




Quanto solitario deve sentirsi il vento di notte
quando la gente spegne le lucie tutto ciò che ha un tetto
spranga le imposte e sta dentro.
Quanto vanitoso deve sentirsi il vento alla mezza
passeggiando con musiche scorporate
correggendo gli errori del cielo
e chiarificando il paesaggio.
Quanto forte deve sentirsi il vento di mattina
accampandosi su mille aurore
sposandole e ripudiandole tutte
poi innalzandosi al suo tempio sovrano.
Emily Dickinson



E io ho il vento nel cuore
e con la tempesta corro nei cieli carichi di pioggia;
salgo e scendo, sfreccio rapido fra le fole
che si intrecciano in mille gorghi e spirali.
E io ho il sole nel cuore,
e con raggi sinuosi mi lascio scivolare fino a terra;
m'immergo nella calda luce e sprofondo nel culmine del volto sorridente
dove la dolce carezza m'acquieta.
E io ho la pioggia nel cuore,
e con gli scrosci divento acqua ridente;
cado quand'essa cade e in rivoli m'addentro nei meandri oscuri,
fra le pieghe di Madre Terra.
E io ho la terra nel cuore,
profumata pelle di chicchi di roccia;
sono pietra dura e sabbia fine,
zolla fertile ed erba tenera
e con risa di frane corro lungo le montagne.
E io sono aria nel cuore,
e sono fuoco nel cuore;
sono acqua,
e sono terra nel cuore.
Tail na Bridè - Eryr Nemeton


venerdì 10 agosto 2007

è una tale bellezza nel mondo



E' una tale bellezza nel mondo
e non ne sei mai sazio
e lei ti serba fedeltà
e tu la scorgi sempre nuova:
la vista di creste alpine,
nel mare verde vie dentro al silenzio,
un ruscello che salta sulle rocce,
un uccello che canta nel buio,
un bambino che ride ancora nel sogno,
un brillare di stelle di notte d'inverno,
un rosso tramonto su un limpido lago
in corona di pascoli e neve ghiacciata,
un canto carpito a una siepe per via,
un saluto scambiato ai viandanti,
un pensiero all'infanzia,
un tenero e desto perenne dolore,
che di notte grazie alla pena
ti allarga il cuore fattosi stretto
e oltre le stelle pallide e belle
ti crea un regno remoto di nostalgie.


Hermann Hesse




martedì 7 agosto 2007

tetti



Alla sera, sui tegoli rossi,
a due a due come suore,
fanno la loro scalza passeggiata
le colombe, soffuse di pallore;
mentre sopra i leggii degli abbaini
i gatti scorticano l’acrobatica
musica delle stelle
con i loro epilettici violini.


Corrado Govoni



domenica 5 agosto 2007

agosto

AGOSTO
Controluce a un tramonto
di pesca e zucchero.
E il sole all'interno del vespro,
come il nocciolo in un frutto.
La pannocchia serba intatto
il suo riso giallo e duro.
Agosto.
I bambini mangiano
pane scuro e saporita luna.
Federico Garcia Lorca

giovedì 2 agosto 2007

il gelsomino notturno

(foto Luciana Bartolini)



E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.

Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento . . .

È l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.


Giovanni Pascoli